"A meta final do JUDÔ KODOKAN é o aperfeiçoamento do indivíduo por si mesmo, desenvolvendo um espírito que deve buscar a verdade através de esforço constante e da sua total abnegação, para contribuir na prosperidade e no bem estar da raça humana" "Nada sob o céu é mais importante que a educação. Os ensinamentos de uma pessoa virtuosa podem influênciar uma multidão; aquilo que foi bem aprendido por uma geração pode ser transmitidas a outras cem." Jigoro Kano

JUDO KYOHAN Sakujiro Yokoyama - 1915 parte oito

SPIEGAZIONE DEL NAGE NO KATA
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26. KODOKAN NAGE NO KATA.

Sebbene il ju jitsu abbia molte tecniche solo poche di esse possono andar bene per lo sviluppo fisico ed il combattimento. Inoltre non sono ordinate in modo sistematico e didatticamente non hanno alcun legame tra loro. Di conseguenza sia l’insegnante che l’allievo si trovano a disagio. Jigoro Kano ha migliorato queste tecniche imperfette potenziandone i pregi ed eliminandone i difetti. A queste ne ha aggiunte delle altre completamente nuove. Solo dopo tanti esercizi e difficoltà egli é riuscito a mettere a punto queste tecniche. Le tecniche sono legate tra loro e ben ordinate. Come già visto nel paragrafo 23, egli ha diviso queste tecniche in cinque gruppi: Te Waza, Koshi Waza, Ashi Waza, Ma Sutemi waza, Yoko Sutemi waza. Questi gruppi costituiscono il soggetto del Kodokan Nage. Successivamente, grandi maestri di judo convocati da tutto il paese dalla Butoku Society hanno, dopo attente analisi, definito il kata della Butoku Society, il kata dei nage (lanci N.d.T.) adottato in blocco dal Kodokan.

27. UKI OTOSHI. (Sollevare e tirare giù)

La prima tecnica del Kodokan Nage é Uki Otoshi. Voi e il vostro compagno fate il saluto in ginocchio come nella fig.16 Quindi alzandovi con calma avanzate uno verso l’altro fino a una distanza di circa un metro, avanzate il piede dx e assumete migi shizen tai come nella fig.17. Vi afferrate nella presa naturale destra con la mano sx che afferra la manica dx dell’altro e la mano dx che prende il bavero sx. Quindi mantenendo questa posizione squilibrate uke in avanti a dx muovendovi nella stessa direzione come già spiegato nel paragrafo 20. Uke avanzerà quanto necessario per mantenere la posizione. Apparentemente non ci sarebbe l’opportunità per proiettarlo, ma non é così. Dopo due o tre passi, uke avanza, per inerzia, di circa 20-25 cm per passo pensando che andando avanti in questo modo possa mantenere la posizione naturale. Questa é l’ocasione da prendere. Al terzo passo, mentre indietreggiate allontanate sempre indietro il vostro piede sx, come nella fig.18 e appoggiate il ginocchio a terra, e nel contempo tiratelo verso il suo avanti destro con l’impeto del vostro corpo e delle vostre braccia.
Trovandosi tirato più di quanto non si aspetti non riuscirà più a mantenere la posizione naturale. La sua posizione si romperà in avanti a destra e compiendo un grande cerchio cadrà sul dorso al fostro fianco. Quindi si rialzerà ed eseguirà la tecnica a sx. Tutte le tecniche verranno eseguite a dx e a sx. Verrà comunque sempre spiegato solo la forma a dx. Nei casi in cui la presa sia simile a quella di uki otoshi si dirà semplicemente che si é assunta la posizione migi shizen tai. Uki Otoshi é una tecnica molto interessante. Sembra facile mentre invece é difficile. Il modo di tirare di uki otoshi può essere utilizzato per qualunque altra tecnica. Gli allievi sono quindi pregati di studiarla e verificare quando possa essere usata.

28. SEOI NAGE. (Proiettare sopra la spalla)

Quando uke, avanzando con il piede dx di un passo verso di voi, mira alla vostra testa con il pugno dx mettete il vostro piede dx all’interno del suo alzando il braccio dx per proteggere la vostra testa, come nella fig.19, bloccando la parte inferiore del suo braccio. Non perdete tempo nel prendere il suo braccio e sollevatelo in avanti a dx. Ruotate velocemente il vostro corpo a dx facendo perno sul piede dx. Portate il vostro dorso a stretto contatto con il torace e addome, come nella fig.20. Non appena afferrate la parte superiore della sua spalla dx, piegate il vostro corpo secondo un arco, come nella fig.21, tirate le vostre braccia verso il basso proiettandolo sopra la vostra spalla dx. Questo é un seoi nage. L’espressione “girare a dx o a sx” sarà usata spesso.

29. KATA GURUMA. (Ruota sulla spalla)

Dopo aver eseguito seoi nage vi rimettete entrambe in migi shizen tai. Mentre indietreggiate di due o tre passi afferrate uke nella parte superiore della sua manica dx e squilibratelo in avanti a dx come in uki otoshi portando lo vicino a voi il più possibile. Egli sarà costretto ad avanzare. A questo punto, avanzando un poco il vostro piede dx e abbassando le vostre anche, infilate profondamente il braccio dx fra le sue gambe e spingete la parte superiore della sua gamba dx, come nella fig. 22.
Bloccate la sua manica dx con la mano sx, come se voleste sollevarlo, mettete il vostro collo sotto la sua ascella dx e rialzatevi con lui sopra le vostre spalle con lo sforzo combinato del collo e della mano che spinge la sua coscia, come nella fig.23.
Quindi piegandovi in avanti proiettatelo proprio davanti a voi. Potete anche proiettarlo sul vostro fianco sx, ma non nel kata. Un tempo questa tecnica era sostituita da sukui nage, ma Jigoro Kano, dopo lunghe considerazioni, adottò kata guruma. Questo cambiamento divenne operativo dall’estate del 1907.
figuras, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22 e 23.











































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